Chi utilizza il drone per lavoro lo sa: quello che vola non è un giocattolo, è un bene strumentale a tutti gli effetti, come un furgone, una macchina utensile o un impianto. Un drone professionale con sensori e camere dedicate rappresenta spesso un investimento importante per un’impresa o un professionista. E come ogni bene strumentale, va protetto anche dagli eventi che non dipendono da chi lo pilota.
Cosa sono le coperture catastrofali (cat nat)
Le coperture per catastrofi naturali — in gergo «cat nat» — proteggono i beni dell’impresa dai danni causati da eventi come alluvioni, inondazioni, terremoti e frane. Negli ultimi anni il legislatore italiano ha reso queste coperture sempre più centrali per le imprese: la normativa ha introdotto l’obbligo per le aziende di assicurare i propri beni strumentali contro le catastrofi naturali, con un calendario di applicazione progressivo in base alla dimensione dell’impresa.
Il principio è semplice: un’impresa che perde i propri strumenti di lavoro per un’alluvione deve poter ripartire. E lo Stato, nel valutare fornitori e partner, tiene sempre più conto di chi ha protetto adeguatamente la propria capacità operativa.
Perché riguarda anche i droni professionali
Il drone impiegato in attività d’impresa rientra a pieno titolo tra i beni strumentali: è iscritto tra le immobilizzazioni, produce reddito, ed è esposto agli stessi rischi fisici di qualsiasi attrezzatura. Un magazzino allagato, un laboratorio danneggiato da un evento naturale: il drone custodito al suo interno subisce la stessa sorte del resto dell’attrezzatura.
Per gli operatori che lavorano con enti pubblici il tema è ancora più concreto: nella partecipazione a gare e appalti pubblici la solidità assicurativa dell’impresa è un requisito sempre più rilevante, e la conformità agli obblighi assicurativi sui beni strumentali — coperture catastrofali comprese — contribuisce a qualificare l’operatore come partner affidabile.
Cosa valutare insieme al proprio consulente
Ogni situazione va analizzata caso per caso, ma i punti da mettere sul tavolo sono in genere questi: il valore complessivo della flotta e dell’attrezzatura a corredo (radiocomandi, batterie, sensori, payload); dove i beni sono custoditi e con quale esposizione ai rischi naturali del territorio; quali coperture sono già attive sull’impresa e cosa includono; e come coordinare la copertura del drone con la polizza di responsabilità civile obbligatoria (Reg. CE 785/2004), che resta il primo pilastro per chiunque voli.
Il nostro approccio
Come agenzia lavoriamo con i professionisti del volo da oltre dieci anni: aiutiamo l’operatore a fotografare il valore reale dei propri beni strumentali e a costruire una protezione coerente, senza doppioni e senza vuoti di copertura. Se lavori con il drone e vuoi capire come la normativa sulle coperture catastrofali tocca la tua attività, parliamone: una verifica costa solo qualche minuto del tuo tempo.
Il drone è uno strumento di lavoro: oltre alla RC verso terzi conta la protezione del mezzo, degli accessori e del fermo attività.
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