Il progetto SEUAM (Sanitary Emergency Urban Air Mobility) della Società italiana sistema 118 punta a integrare i droni nella catena del soccorso per l’arresto cardiaco improvviso. La prima simulazione si è svolta a Taranto nel febbraio 2024, con un obiettivo dichiarato: ridurre fino al 40% la mortalità abbattendo i tempi della prima defibrillazione.
Il meccanismo
La sequenza è pensata per essere semplice: la chiamata arriva alla Centrale operativa del 118, che attiva contemporaneamente l’ambulanza e il drone con il defibrillatore a bordo. Il drone, più veloce nel traffico urbano, raggiunge il luogo dell’emergenza per primo; il testimone sul posto, guidato al telefono dagli operatori, applica il DAE e — se indicato — eroga la scarica. L’ambulanza completa il soccorso.
I numeri che spiegano tutto
In Italia l’arresto cardiaco improvviso causa circa 60.000 decessi l’anno. La sopravvivenza dipende in modo drammatico dalla rapidità della defibrillazione: per questo un vantaggio anche di soli tre minuti — quello misurato nel test calabrese di Altomonte — può tradursi in vite salvate.
Il volo sanitario con droni opera in categoria Specific con autorizzazioni ENAC e richiede coperture costruite sull’operazione: ne parliamo nella guida per gli operatori.
La responsabilita civile verso terzi e obbligatoria per chi vola con un drone, che sia per lavoro o per passione. Riguarda i danni a persone e cose, e non dipende da quanto e costato il mezzo.
Vedi quando scatta l'obbligo e qual e il minimo di legge, la differenza tra uso ricreativo e professionale, oppure parti dalla pagina dell'assicurazione drone per richiedere un preventivo.

