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Ita, musata in volo: “Ha preso un grosso gabbiano”. Smentite le voci di impatto con un drone

ROMA – Il colpo sul muso di un Airbus A320 di Ita Airways – decollato il 7 marzo da Roma Fiumicino alle 8 e 25 e diretto ad Amsterdam – è grande e vistoso. Al punto da alimentare per ore la voce che l’aereo avesse impattato contro un drone nei cieli della Capitale.

Ma un portavoce di Ita Airways nega risolutamente questo scenario – certo più grave – e precisa che l’incidente è classificato, in termini tecnici, come “bird strike”.

In sostanza, l’Airbus di Ita avrebbe colpito uno stormo di grandi gabbiani dopo il decollo da Fiumicino. A provare la responsabilità dei volatili sarebbe una macchia rossa (di sangue) che compare sulla fusoliera del velivolo, dopo alcuni ingrandimenti.

LA MACCHIA ROSSA SULLA FUSOLIERA

LA MACCHIA ROSSA SULLA FUSOLIERA
LA MACCHIA ROSSA SULLA FUSOLIERA 

Il centro di controllo

Gli stessi piloti dell’aereo, che in tempo reale informano il Centro di controllo della compagnia (l’OCC) di un qualsiasi imprevisto nei cieli, hanno subito parlato di una collisione con alcuni volatili.

L’ultima parola sull’incidente, ovviamente, spetterà all’Enac, l’autorità governativa che vigila sulla sicurezza dei nostri voli e sulla politica di prevenzione che ogni scalo adotta contro gli uccelli.

Nelle sue banche dati, l’Enac ha svariate immagini di aerei che hanno investito uccelli con il loro muso.

Un velivolo di Wizz Air, vittima di un bird strike sui cieli di Catania mentre era diretto a Praga a settembre 2023, presenta anch’esso una rientranza larga e scomposta sul muso.

L'AEREO DI WIZZAIR VITTIMA DI BIRD STRIKE

L'AEREO DI WIZZAIR VITTIMA DI BIRD STRIKE
L’AEREO DI WIZZAIR VITTIMA DI BIRD STRIKE 


di Aldo Fontanarosa


Il radar di bordo

Il muso – che in gergo si chiama radome – è uno dei punti più delicati di un velivolo. Ospita uno strumento chiave per la navigazione, che supporta il pilota.

Si tratta del radar meteorologico integrato, capace di “vedere” qualsiasi ostacolo si presenti sulla rotta dell’aereo, da quelli fisici fino alla pioggia e alla neve.

Se l’apparecchio è composto in acciaio e altri metalli, il radome invece è in speciali materiali plastici che permettono la propagazione delle onde.

L'AEREO RIENTRA (FONTE: FLIGHT RADAR)

L'AEREO RIENTRA (FONTE: FLIGHT RADAR)
L’AEREO RIENTRA (FONTE: FLIGHT RADAR) 

La scelta di rientrare

Il volo di Ita Airways (l’AZ108) – decollato da Roma Fiumicino alle 8 e 25 e atteso ad Amsterdam alle 11 – ha proseguito la sua crociera fino oltre Arezzo, il 7 marzo giorno dell’impatto con i gabbiani.

Secondo Ita, l’aereo avrebbe potuto proseguire in sicurezza fino in Olanda. Si è preferito però riportarlo a Fiumicino (da dove era partito) per tre ragioni:

– primo, come estremo scrupolo per la tutela di passeggeri ed equipaggio (pur in assenza di segnali di pericolo);
secondo, per riparare il velivolo in Italia (dunque in casa) con tempi più veloci, piuttosto che in Olanda;
– terzo, perché i passeggeri dell’aereo incidentato potevano essere trasferiti su un altro apparecchio e trasportati ad Amsterdam (come è avvenuto) in tempi relativamente rapidi.

Le riparazioni

In casi del genere, le riparazioni non sono certo quelle che facciamo alle nostre automobili, dopo un incidente stradale, dal carrozziere di quartiere.

I tecnici di Atitech – che mettono le mani sui velivoli di Ita –dovranno verificare l’impatto dello scontro con i pannelli della fusoliera e sulla struttura telaistico-scheletrica dell’Airbus di Ita.

UN AEREO DI ITA IN RIPARAZIONE (ROMA)

UN AEREO DI ITA IN RIPARAZIONE (ROMA)
UN AEREO DI ITA IN RIPARAZIONE (ROMA) 

In Parlamento

Il caso arriva infine in Parlamento con i deputati Andrea Casu ed Anthony Barbagallo (del Pd) che annunciano un’interrogazione al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.

L’interrogazione servirà a “fugare qualsiasi dubbio su quanto è avvenuto sui nostri cieli ad un aereo di linea” della compagnia di Stato.