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Pharrell Williams ha portato in scena la sua seconda sfilata per Louis Vuitton

La seconda tappa del progetto di Pharrell Williams per Louis Vuitton si è svolta giovedì sera a Hong Kong. Al calar delle tenebre sul Victoria Harbour, 1.200 ospiti hanno affollato l’Avenue of Stars, la risposta della capitale finanziaria alla Walk of Fame di Hollywood. Tonnellate di sabbia coprivano la passerella e nell’aria umida fluttuava una stridula musica di ukulele che faceva intuire dove Pharrell avesse la testa per la sua seconda sfilata. L’occasione si è presentata con una collezione pre-fall, un’offerta di mezza stagione tradizionalmente pensata per mantenere i negozi riforniti tra le principali uscite biennali. Eppure sembrava una delle sfilate più attese dopo il monumentale debutto di Pharrell a giugno, quando il famoso hitmaker ha orchestrato uno dei momenti più memorabili della storia della moda maschile sul Pont Neuf di Parigi.

La sfilata di Parigi è stata un evento epocale per il menswear, capace di unire lusso e cultura pop come mai prima d’ora. Se la première di Pharrell ha riguardato tanto lo spettacolo quanto gli abiti, a Hong Kong abbiamo assistito alla messa a fuoco di un entusiasmante linguaggio stilistico globale. Abbiamo già un’idea piuttosto precisa di come sarà il Louis Vuitton di Pharrell: è un brand dotato di un estrema energia attrattiva, come solo pochi altri sanno essere. Hong Kong ci ha dato molti altri indizi sull’identità Louis Vuitton nell’era di Pharrell. E se non fosse stato già chiaro, dopo solo due sfilate è difficile negare che sarà a lungo una vera forza nel settore della moda maschile.

E lui intende fare in modo che sia così. «Sono consumato dal processo creativo, dalla realizzazione e dalla messa a punto delle cose», mi ha confidato a proposito del suo lavoro presso l’azienda parigina del lusso.

Sotto le luci brillanti dello skyline del centro di Hong Kong, di fronte al mare, gli ospiti hanno preso posto lungo una passerella così lunga che a malapena si poteva vedere da un capo all’altro. Una barca con le vele monogrammate di LV ha solcato le acque insieme a un’immensa flottiglia di moto d’acqua con insegne al neon che annunciavano alcune delle celebrità presenti, come l’attore cinese Dylan Wang e la superstar locale Anson Lo. I suonatori di ukulele del pre-show hanno liberato la scena e lo spettacolo è iniziato con una colonna sonora da spiaggia scritta da Pharrell Williams, Swae Lee e Rauw Alejandro. Il giorno prima dello spettacolo, l’artista aveva pensato a Hawaii to Hong Kong. Una fantasia ispirata alla navigazione tra i due porti di scalo, con abiti leggeri e camicie Aloha stipate in un baule di Louis Vuitton.

È ormai chiaro che Pharrell Williams ha una visione di Vuitton basata sul viaggio e sul dialogo tra culture. Nelle molte epoche di LV, ha osservato Pharrell, «la moda è stata ispirata da ciò di cui quel viaggiatore avrà bisogno, da quanto vorrà indossare, dalla sua destinazione, e da come saranno quegli ambienti. Questo è diventato l’ispirazione per me. Siamo una compagnia di viaggio».
Il suo stile personale, famoso per la sintesi tra oriente e occidente, si riflette nelle creazioni che uniscono lo streetwear americano, la sartoria europea e l’abbigliamento da lavoro giapponese. Quando ha accettato l’incarico, Pharrell ha dichiarato che stava disegnando per sé stesso, perché era un cliente di Louis Vuitton di prim’ordine. Le sue proposte sono sempre più interessanti. L’abito bianco lucido che ha aperto lo show, i pantaloni tagliati con una svasatura vivace, sembravano una pura espressione dello stile e del gusto di Pharrell.

«Per me è sempre stato un’icona della moda», ha detto Pusha T, amico di lunga data di Pharrell, prima dello spettacolo. «Vedere le sue idee realizzarsi è incredibile».

Le pre-collezioni, destinate ai clienti più facoltosi, sono spesso caratterizzate da una forte presenza di loghi. Questa non lo è stata. Pharrell era palesemente più interessato a esprimere la propria sensibilità stilistica, quella scaturita dalla sua mente pensando a Hong Kong. L’ha definita una «mentalità dandy», concretizzata in abiti in chambray ampi e leggeri e in giacche da marinaio abbottonate con perle, un’altra pietra miliare dello stile personale di Pharrell che è diventata un motivo centrale dei suoi progetti. «La cosa straordinaria delle perle è che provengono da un organismo vivente», mi ha spiegato Pharrell. «E quando le mettiamo sul nostro corpo, è molto diverso dai diamanti. C’è una differenza. È una bellissima sensazione».

A osservarlo da vicino, un cappotto in gessato arricchito da ricami di perle risultava molto raffinato e accattivante. Durante la sfilata si è creata un’interessante dinamica tra il movimento in passerella e gli outfit del pubblico. Nessuno degli abiti di Pharrell è ancora disponibile, a meno di non chiamarsi Pusha T che ha indossato una giacca in pelle damoflage sulla passerella di Parigi. La collezione primavera-estate 2024 di Pharrell arriverà nei negozi a gennaio. Nel frattempo, i circa 600 clienti della Ave of Stars erano vestiti con modelli più vecchi che, a confronto, sembravano sfarzosi ma familiari. È stato emozionante pensare a come sarà la scena quando potranno provare il lato più dandy di LV, con mocassini in pelle scamosciata bicolore e tutto il resto.

Pharrell sostiene che gli abiti sono «portatori di energia» e, man mano che la sfilata proseguiva, la vibrazione sulla passerella si spostava. Il marinaio è giunto alle Hawaii e scruta le onde. La moda a tema surf è insidiosa anche se si tratta di una categoria che ha sempre avuto successo. Quanti stilisti dei grandi marchi europei fanno davvero surf? In effetti, è così. Pharrell si è buttato a capofitto tra le onde con stampe tropicali di grande impatto che ricoprono tute, set e pile di borse. Pur riconoscendo di non essere un grande surfista, ha un’ammirazione sincera per questo genere di cultura visto che è cresciuto a Virginia Beach, dove ogni anno si tengono i campionati di surf della East Coast. Pusha T ha definito l’evento parte della loro infanzia.

Diversi surfisti, uomini e donne, hanno partecipato alla sfilata. Il giorno prima, Pharrelll ha lasciato intendere di essere interessato a una linea maschile Louis Vuitton più neutrale dal punto di vista del genere. «So che siamo una linea maschile, ma a mio parere creiamo, prima di tutto, abiti per gli uomini», ha precisato Pharrell. «Un bell’oggetto e un capo d’abbigliamento restano un bell’oggetto e un capo d’abbigliamento, ed è ciò che dovremmo fare. Bisognerebbe concentrarsi solo su questo».

All’afterparty, dove Pharrell e Swae Lee sembravano girare un video musicale al loro tavolo VIP, il surfista professionista Kaniela Stewart, nativo di Waikiki, che indossava le elaborate stampe verdeggianti della sfilata, un tripudio di scene di surf, iconografia LV e petali di ibisco, ha offerto la sua benedizione. A quanto pare, come previsto, Pharrell ha fatto centro.

«Dato che vengo dalle Hawaii, so che alcune persone fanno un po’ di confusione e mi viene spontaneo dire: "Ok, aspetta, quelle non sono le Hawaii". Ma Pharrell ha fatto le cose alla perfezione e ha indovinato le parti dedicate al surf». Pharrell mi ha detto di aver consultato un’altra surfista hawaiana, Mahina Florence, durante la realizzazione della collezione. In passerella ha portato una tavola corta, ma a colpire di più sono stati gli zoccoli scolpiti ai suoi piedi. Pare che Pharrell abbia commissionato un paio di zoccoli stampati in 3-D il primo giorno nello studio di design di LV, e il risultato è stato proprio un paio di zoccoli, soprannominati Cobra, per abbinarsi alla loro forma aggressiva.

«Sta uscendo allo scoperto correndo dei rischi», ha commentato Pusha T a proposito della collezione. «Ma sento che si tratta di ciò che tutti noi vogliamo ed è quanto desiderano i consumatori».

La sfilata si è conclusa, come molti eventi legati alle passerelle in questi giorni, con uno spettacolo di luci con i droni. I cellulari si sono attivati mentre uno tsunami di luci sul porto si trasformava in una barca dhow che si è fusa con il motto della nuova casa LV Lovers di Pharrell. Il direttore creativo, con un berretto di rafia e un altro abito bianco lucido, ha sfilato in passerella, abbracciando amici e parenti lungo il percorso. Era incredibile, un dandy moderno e internazionale.

Il giorno prima, gli avevo chiesto se si sentiva sotto pressione prima del suo secondo show, vista la portata e il successo del primo. Come aveva affrontato il seguito? «Ti poni quel tipo di domanda quando quello è il tuo obiettivo», ha risposto. «Il mio obiettivo è raccontare storie ed elevare, e non solo portare il marchio un gradino più in alto, perché quello è uno scalino. Voglio salire diversi piani, e voglio farlo ogni volta». Per usare un’altra metafora, Pharrell è pronto a cavalcare onde sempre più grandi.

Articolo originariamente pubblicato su GQ US