Chi vuole pilotare un drone in Italia incontra presto la parola “attestato”. Facciamo ordine su come funziona oggi la formazione dei piloti UAS, secondo il quadro del Regolamento (UE) 2019/947 applicato da ENAC.
A1/A3: l’attestato base, online
Per la maggior parte dei voli in categoria Open serve l’attestato A1/A3: si ottiene completando la formazione online sul portale ENAC e superando il relativo esame a distanza. Copre le operazioni in sottocategoria A1 (sorvolo occasionale di persone non coinvolte, con i droni più leggeri) e A3 (lontano da persone ed edifici).
A2: per volare più vicino alle persone
Chi opera con droni di classe C2 e vuole avvicinarsi alle aree abitate ha bisogno dell’attestato A2, che aggiunge autoapprendimento pratico e un esame ulteriore. È il livello tipico di molti professionisti.
Validità e rinnovo
Gli attestati hanno validità quinquennale e vanno rinnovati alla scadenza secondo le modalità ENAC. Il consiglio pratico: segnati la scadenza insieme a quella della polizza, così rinnovi tutto in una volta.
Ricorda che l’attestato non sostituisce gli altri obblighi: registrazione dell’operatore su D-Flight quando richiesta e assicurazione RC sempre obbligatoria (Reg. CE 785/2004). Il quadro completo è nelle nostre domande frequenti.
La responsabilita civile verso terzi e obbligatoria per chi vola con un drone, che sia per lavoro o per passione. Riguarda i danni a persone e cose, e non dipende da quanto e costato il mezzo.
Vedi quando scatta l'obbligo e qual e il minimo di legge, la differenza tra uso ricreativo e professionale, oppure parti dalla pagina dell'assicurazione drone per richiedere un preventivo.

