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Un drone in volo per consegnare le sacche di sangue – il Resto del Carlino

Nelle città del futuro arriveranno dal cielo importanti operazioni salvavita. Le Università di Modena e Reggio Emilia e di Bologna hanno concluso a maggio un progetto che fa ricorso a droni per il trasporto urgente di sangue in ambito cittadino. Si tratta di un filone di ricerca nuovo per la nostra regione, che ha l’obiettivo di fornire un sistema di trasporto aereo sicuro e performante per materiale biologico (organi, sangue, altro materiale biologico urgente) nel Modenese, innovativo e sostenibile per operare in ambito medico aereo all’interno di contesti urbani, dove nella maggior parte dei casi gli elicotteri non sono in grado di intervenire.

La proposta non mira a sostituire completamente l’uso delle ambulanze aeree, ma può essere un ottimo candidato per trasportare in sicurezza attrezzature mediche, organi, forniture e materiale biologico, diminuendo considerevolmente l’impatto ambientale dei servizi medici aerei. A capo del progetto il professor Francesco Leali, che su questo ha ricevuto un finanziamento di circa 80mila euro messi a disposizione da ateneo e Fondazione di Modena.

Professor Leali, poiché il trasporto coi droni non è una novità, perché questo progetto?

"Il trasporto con droni di per sé non è una novità, ma è una delle rare sperimentazioni che si hanno però all’interno delle città perché è un tema molto delicato. In questo caso abbiamo dovuto interloquire con Anac, con Enac, abbiamo dovuto sviluppare tutte competenze ad hoc. L’idea è studiare nell’ambito della Urban Air Mobility un sistema che permetta di trasportare in condizioni di sicurezza materiale organico per esempio tra due ospedali, due punti".

Urban Air Mobility, di cosa si tratta?

"Mobilità urbana in aria, è un tema molto caldo in questo momento e va ad occupare quella zona che sta tra automotive e aerospace quindi, tecnologie automotive che possono essere utilizzate per l’aerospace e viceversa. C’è anche in Regione molto interesse. A Torino c’è già un distretto molto forte in Italia". Perché siete partiti proprio dal trasporto di sangue?

"Il trasporto di sangue ovviamente potrebbe essere esteso anche agli organi. Non abbiamo utilizzato gli organi perché dal punto di vista della sperimentazione richiederebbe molte più autorizzazioni".

Quali distanze si possono coprire col drone?

"Si potrebbero raggiungere fino a 30 chilometri".

Alberto Greco